di Paolo Benvenuti

Il Pastore – Giancarlo. Mancini
In occasione della Pasqua pubblichiamo questa ssceneggiatura scritta dal regista Paolo Benvenuti, che l’autore ci ha gentilmente concesso.
Un cortometraggio di Paolo Benvenuti
SCENEGGIATURA
1. Dopo i titoli di testa bianchi su fondo nero, l’immagine si apre, nel nitore del
bianco e nero, dinanzi al brullo profilo roccioso di un poggio d’inverno. Nel
cielo plumbeo, cupi nuvoloni opprimono il pianoro sottostante con vaghi
squarci di luce. Mentre il vento sibila tra le rocce e smuove gli arbusti bruciati
dal gelo, s’ode in lontananza un vago tintinnìo di batacchi. Il Pellegrino,
entrando di spalle nel quadro, si dirige col suo bastone verso quel
montarozzo che è poco più di un rialzo sopra il pianoro. Giunto alla base
della salita col suo nero mantello svolazzante, si ferma ad osservarne la cima
sassosa stagliata nelle nubi. Il tintinnìo dei campani cresce di intensità e un
gregge riempie poco a poco il pianoro alla ricerca d’erba tra i sassi. Il
Pellegrino si volta a guardare.
2. Preceduto dai cani, avanza con passo lento, in quel pianoro, anche il Pastore.
3. Il Pellegrino, solcando il mare di lana che s’apre al suo passaggio, gli si
avvicina e, indicando la cima del poggio, gli chiede qualcosa. Questi
annuisce, ma le parole si perdono col vento e lo scampanio del gregge.
4. Il Pellegrino ha il volto segnato dal tempo e dalle intemperie della vita, ma i
suoi occhi sono ancora accesi di curiosità.
PELLEGRINO
… e lui dov’era?
5. Il Pastore – la fronte alta incorniciata dalla fluente capigliatura e dalla lunga
barba – ha lo sguardo intenso di un antico saggio, d’un profeta. Egli si volta
verso il monte e, sollevando il suo pastorale, ne indica la cima.
PASTORE
Sopra quel masso…
6. La curva del monte incorniciata dalle nubi e martoriata dai sibili di vento,
mostra un gran masso proteso verso di noi, come uno sperone di roccia.
7. Il Pellegrino è curioso di sapere.
PELLEGRINO
…e i suoi?
8. Il pastore ammicca col capo verso la montagna.
PASTORE (Off)
…attorno alla roccia, chi in piedi, chi seduto per
terra…
9. Il Pellegrino, voltandosi, indica con la mano il pianoro.
PELLEGRINO
E qui c’era la gente: 5000 persone!
Il Pastore scuote il capo.
PASTORE
5000?! Macchè… saranno stati, si e no, due volte il
mio gregge 5 – 600 al massimo. Le cose si gonfiano, di
bocca in bocca…
Il Pellegrino lo rimprovera severamente
PELLEGRINO
Ma così sta scritto! Che ne sai, tu?
PASTORE
Io c’ero!
PELLEGRINO (sorpreso)
C’eri…!?
Il Pastore annuisce.
PELLEGRINO
Allora l’hai visto come ha fatto!
PASTORE
Fatto cosa?
PELLEGRINO
Come cosa!
I pani… i pesci che gli si moltiplicavano nelle mani! E
lui che li dava ai suoi, e questi che li distribuivano alle
genti!
Il Pastore lo guarda perplesso, scuotendo il capo.
PASTORE
Ma non è vero niente… Chi te l’ha raccontata questa
storia?10. PELLEGRINO
Chi me l’ha raccontata? E’ qui! Sta scritto!
Frugando nella bisaccia, estrae un vecchio Vangelo, lo apre e legge.
PELLEGRINO
Senti qua: – “Lo avevano seguito in migliaia fin nel
deserto. Venne la sera e i suoi gli dissero: “E’ tardi;
congeda le turbe perché vadano nei villaggi vicini a
comprarsi qualcosa da mangiare”. Ma lui rispose:
“Non occorre che vadano; date voi da mangiare a
costoro”. “Noi?! Ma non abbiamo che cinque pani e
due pesci!” Lui disse: “Portatemeli qua”. E dopo
aver preso i pani e i pesci, li spezzò e li dette ai
discepoli perché li distribuissero tra la folla”
.
Solleva lo sguardo sul Pastore.
PELLEGRINO
E ora ascolta bene: – “E tutti mangiarono e furono
saziati!
11. Mentre lo udiamo leggere, il suo indice sottolinea lo scritto sulla pagina in
cui si legge il titoletto “MOLTIPLICAZIONE DEI PANI E DEI PESCI”.
PELLEGRINO (off)
E dei pezzi avanzati ne portaron via sette sporte
piene. E quelli che avevano mangiato erano
cinquemila uomini. Senza contare le donne e i
bambini!”.
Conclusa la lettura, la punta del dito batte significativamente sulla pagina.
12. Il Pastore scuote il capo e allunga la mano.
PASTORE
Fammi vedere…
Ricevuto il libro aperto, guarda la pagina e sorride tra sé. Poi, trattenendo il
libro, solleva lo sguardo sul Pellegrino.
PASTORE
Tu hai moglie? Hai figli?
PELLEGRINO
Si. Ho moglie e figli! Ma che c’entra?…PASTORE
E tua moglie ti avrebbe seguito fin nel deserto… con i
tuoi figlioli… senza preoccuparsi della loro fame?
PELLEGRINO
Ma che significa…
PASTORE
Che non ci fu nessuna moltiplicazione!
La moltiplicazione l’hanno messa in cotesto libro per
negare la forza eversiva di quel miracolo!
PELLEGRINO
Allora ci fu… il miracolo!
PASTORE
Si. Ma non fu di moltiplicazione, fu un miracolo di
divisione… un miracolo di con-divisione.
Il Pellegrino scuote il capo, non capisce.
PELLEGRINO
Condivisione?!
Il Pastore annuisce, poi si volta e, dopo un istante, indica il pianoro.
PASTORE
Era primavera e l’erba era verde…
13. Distende la mano verso il pianoro, come a sfiorarne l’orizzonte.
PASTORE
Lui ordinò che si sedessero sull’erba, divisi in tanti
piccoli cerchi. (indica) Erano seduti la… la… e la…
Poi prese i cinque pani e i due pesci…
Il Pastore lancia un’occhiata al Pellegrino.
PASTORE (sottolineando)
Era la sua cena! E quella dei suoi…
Poggiato il pastorale alla spalla, ma senza abbandonare il Vangelo, mima il
gesto di spezzare il pane.
PASTORE
…e spezzò i pani.
Poi sottolinea la cosa con tono affermativo.PASTORE
Li divise i pani… non li moltiplicò!
Riprende la narrazione
PASTORE
Così, invece di cibarsene, li dette ai suoi perché li
distribuissero fra la gente. E ora, chi aveva ricevuto
quel pezzo di pane, lo teneva in mano. Nessuno osava
mangiarlo… S’era fatto un gran silenzio. Lui li
guardava come in attesa, ma non accadde nulla.
Allora prese quei due pesci, li divise anch’essi e li dette
ai suoi perché li distribuissero. E attese ancora…
Finché, in un cerchio, uno che non aveva ricevuto
niente si mosse, aprì la sua sporta, estrasse il suo pane,
lo spezzò e, invece di mangiarselo, lo donò a quelli che
aveva vicini. Fu come un segnale. Di cerchio in
cerchio, di sporta in sporta, chi aveva pane, invece di
mangiarlo lo spezzava e lo dava a chi non ne aveva. E
chi vi aveva rinunciato, alla fine lo riceveva da mani
altrui. E tutti mangiarono e furono saziati. Io, allora,
ero un ragazzotto, un servo pastore, e avevo sempre
fame. Quel giorno mangiai a sazietà. E alla fine,
pensa… avanzarono dodici sporte piene di pezzi di
pani e di pesci.
14. Il Pellegrino lo guarda sorpreso.
PELLEGRINO
Ma allora…
PASTORE
Allora egli, senza pronunciar parola, ma solo con il
suo atto di rinuncia (rinuncia al possesso) mostrò a
tutti la forza dirompente della condivisione…
Con un ampio gesto della mano, il Pastore sottolinea le parole.
PASTORE
Con quel suo atto aveva donato agli uomini la carica
rivoluzionaria della comunione… del mettere in
comune!
15. Dopo un attimo di riflessione il Pellegrino ha come una illuminazione.PELLEGRINO
Il… comunismo?
16. Il Pastore annuisce.
PASTORE
Il fantasma del comunismo…
I suoi occhi lanciano uno sguardo luciferino (la somiglianza del Pastore con
Karl Marx è pressoché totale).
PASTORE
Comunione e comunismo non hanno forse lo stesso
significato?
Chiude il Vangelo, poi batte la punta dell’indice sulla copertina.
PASTORE
paura…
Per questo ne hanno cambiato il senso. Hanno avuto
Un tuono esplode improvviso nella valle.
17. Il Pastore restituisce il Vangelo al Pellegrino. Con un fischio ai cani si
allontana col suo gregge. Il profilo sassoso del monte si abbuia, un forte
vento si abbatte sul terreno riarso. Il Pellegrino, coprendosi il capo col
cappuccio del mantello, si incammina col suo bastone dalla parte opposta.
Poco a poco, in un lieve crescendo di musica, l’immagine della montagna si
dissolve nello schermo nero.
18. Come portata dalla musica e dal vento, udiamo nel buio la voce del Pastore.
PASTORE (Off)
Così è nel mondo:
molto è dato a pochi e poco è dato a molti.
L’ingiustizia si è divisa la terra
e niente è distribuito equamente
tranne il dolore.
Salgono dal basso i
titoli di coda.