lunedì, Ottobre 12

MISTERI D’ITALIA

CASO ORLANDI SU NETFLIX. COME FARE UNA SERIE TELEVISIVA CON LE INDAGINI DEGLI ALTRI
EDITORIALE, MISTERI D'ITALIA

CASO ORLANDI SU NETFLIX. COME FARE UNA SERIE TELEVISIVA CON LE INDAGINI DEGLI ALTRI

di Tommaso Nelli - autore del libro Atto di dolore. Il caso Emanuela Orlandi è una partita ancora aperta. Errori investigativi, testimonianze inedite e documenti desecretati (Fabiano & Castaldo, 2016) Altra scorrettezza nei confronti del mio libro. Secondo quanto riportato dall'edizione del12 ottobre del Corriere della Sera, nella serie 'Vatican Girl', dedicata alla scomparsa di Emanuela Orlandi e in onda in quattro episodi su Netflix dal prossimo 20 ottobre, vi è l'inedito di un'amica di Emanuela che ha deciso, "per la prima volta" come scrive il noto quotidiano, di rivelare un segreto di un approccio subìto in Vaticano prima della scomparsa da parte di un ecclesiastico. Bene. Questa notizia NON è un inedito e NON è un segreto. Perché è riportata in tutte le edizioni del ...
IL CONVEGNO DI PARCO DEI PRINCIPI DEL MAGGIO 1965. IL VARO DELLA STRATEGIA DELLA TENSIONE
EDITORIALE, MISTERI D'ITALIA, STRATEGIA DELLA TENSIONE

IL CONVEGNO DI PARCO DEI PRINCIPI DEL MAGGIO 1965. IL VARO DELLA STRATEGIA DELLA TENSIONE

Dalla relazione della Commissione Parlamentare sul Terrorismo. Documento aggiornato al 24/02/2006 Dal 3 al 5 maggio del 1965 si svolse in Roma il primo convegno di studi politici e militari indetto dall'Istituto Alberto Pollio, organismo privato da poco costituito in ambienti vicini allo Stato Maggiore della Difesa per iniziativa di due giornalisti di estrema destra, Enrico De Boccard e Gianfranco Finaldi, subito affiancati da un terzo, Edgardo Beltrametti (stretto collaboratore del Capo di Stato Maggiore della Difesa), che curerà la pubblicazione degli atti del convegno. In sede saggistica è stata avanzata l'ipotesi, mai smentita, che l'organizzazione del convegno sia stata resa possibile da fondi forniti dal SIFAR e in particolare dall'Ufficio REI diretto dal colonnello Rocca, di cui ...
LE OMBRE NATO SUL CASO MORO
MISTERI D'ITALIA, STRATEGIA DELLA TENSIONE

LE OMBRE NATO SUL CASO MORO

di Eugenio Miccoli tratto da www.visionetv.it La morte di Aldo Moro rappresenta non solo uno degli eventi più traumatici della nostra storia recente, ma anche un vero e proprio spartiacque per l'Italia. La morte dello statista infatti termina una fase storica, in cui l'interesse nazionale è stato al centro dell'agenda politica, e apre le porte a un controllo sempre più stringente dei gangli dello Stato da parte di soggetti stranieri. Ma chi sono i veri mandanti dell'omicidio Moro e quali sono le vere ragioni per cui il politico democristiano doveva morire? Lo abbiamo chiesto a Eugenio Miccoli che ha recentemente pubblicato un libro che analizza i lati più oscuri della vicenda. https://www.youtube.com/watch?v=aBxlHGung1Q
CASO MORO E STRAGE DI BOLOGNA UNICA STRATEGIA ANTICOMUNISTA E STESSI NOMI
MISTERI D'ITALIA, STRATEGIA DELLA TENSIONE

CASO MORO E STRAGE DI BOLOGNA UNICA STRATEGIA ANTICOMUNISTA E STESSI NOMI

di Andrea Montella La Procura generale di Bologna dalle carte segrete di Licio Gelli, fatte sparire dagli atti del processo per bancarotta del Banco Ambrosiano e oggi rese pubbliche, ha scoperto tramite i finanziamenti i mandanti, gli organizzatori e gli esecutori della strage del 2 agosto 1980 alla Stazione di Bologna, che ha fatto 85 morti e oltre 200 rimasero ferite. Viene direttamente chiamato in causa, anche se deceduto 5 anni fa, il capo della loggia P2, Licio Gelli, già condannato per tutti i depistaggi compiuti dopo la strage. Sono complici di Gelli il suo tesoriere e braccio destro, il banchiere Umberto Ortolani e il capo dell'Ufficio affari riservati del Viminale, Federico Umberto D'Amato, ambedue deceduti. Al centro delle nuove accuse ci sono carte segrete di Licio G...
BANDA DELLA MAGLIANA: chi era il vero padre di “Renatino” De Pedis?
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BANDA DELLA MAGLIANA: chi era il vero padre di “Renatino” De Pedis?

«Dunque l’intoccabile del crimine romano, uno dei capi della Banda della Magliana, a differenza di quanto raccontato fino a oggi, non era figlio di Antonio De Pedis. A stabilirlo, ormai dieci anni fa, la comparazione tra il suo dna e quello di Luciano e Marco De Pedis effettuata all’indomani della estumulazione del corpo del boss dalla basilica di S. Apollinare» di Tommaso Nelli tratto da www.spazio70.com E ora continuate pure a chiamarlo Enrico. Ma non più De Pedis. Perché “Renatino” aveva un altro padre rispetto ai suoi fratelli. La scoperta, che qui vi proponiamo in esclusiva, arriva dalla “Relazione Tecnica di Indagini Biologiche” della Polizia Scientifica di Roma ed è allegata agli atti dell’inchiesta sulla scomparsa di Emanuela O...
CASO ORLANDI: il flop della “pista Sarnataro”
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CASO ORLANDI: il flop della “pista Sarnataro”

«Niente trova riscontro nel suo racconto. A cominciare dalla collocazione temporale» di Tommaso Nelli tratto da www.spazio70.com Una macedonia andata a male. Tra le portate avariate del caso di Emanuela Orlandi c’è anche la cosiddetta “pista Sarnataro”, rilanciata tra l’incredulità generale in questi giorni dall’edizione romana del quotidiano “la Repubblica” e basata sulle dichiarazioni di tal Salvatore Sarnataro. Come anticipato, una notizia tutt’altro che inedita, perché queste informazioni uscirono sui media già nel 2015, quando l’inchiesta giudiziaria sulla scomparsa della giovane cittadina vaticana si concluse con una mesta, quanto purtroppo inevitabile, archiviazione. E le parole di quel pregiudicato, nonché ex proprietario di un banco di frutta nella pi...
LA MORTE DI KETTY SKERL: omicidio politico o vendetta sentimentale?
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LA MORTE DI KETTY SKERL: omicidio politico o vendetta sentimentale?

Cresciuta in fretta, non certo carente di spirito di iniziativa, Ketty frequentava il liceo artistico “Giulio Romano” a Ponte Milvio ed era iscritta alla FGCI. Divideva le sue giornate tra scuola, militanza politica, gli amici del quartiere e, da qualche anno, un gruppo di giovani del Tuscolano di Tommaso Nelli tratto da www.spazio70.com Ciao, ciao piccola Katy”. Non appena si posa lo sguardo sul volto di Catherine Skerl, Ketty per gli amici, diciassette anni, capelli biondi, occhi verdi e nemmeno un metro e cinquanta di altezza, non possono che venire in mente le celebri note dei “Pooh”. E se si scorre la sua storia, ci si rende conto delle corrispondenze, del tutto involontarie, con quel successo. Perché uscì nel 1968, quando aveva appena un anno quella figlia di un ...