mercoledì, Settembre 27

QUELLA BENDA SUGLI OCCHI E’ IL SIMBOLO DI UNA CLASSE POLITICA CIECA

Veronesi dirige bendato

di Redazione

Il direttore d’orchestra Alberto Veronesi all’inaugurazione della sessantanovesima edizione del Festival Pucciniano di Torre del Lago, ha diretto bendato la Bohème “per non vedere una Bohème comunista e lo stupro compiuto su Puccini”. Il pubblico l’ha sonoramente fischiato non apprezzando la sua bravata e il Festival l’ha licenziato.

Il regista francese Christophe Gayral ha messo in scena il capolavoro pucciniano ambientandolo a Parigi durante la contestazione giovanile del 1968, e non nel 1830 come nel libretto di Illica e Giacosa. Il regista ha spiegato questa scelta dicendo «Il teatro è libero. E tale deve restare. E poi il 1968 calza a pennello alla vicenda messa in musica da Puccini perché è stato un momento emblematico della storia in cui i giovani, che erano giovani come Rodolfo e i suoi amici, musicisti, filosofi e pittori, hanno voluto credere in nuovi ideali e nuovi valori». 

Attualizzare un’opera lirica o teatrale non più una novità e d’altronde nel 1830 c’era stata quella che viene chiamata dagli storici la Seconda rivoluzione francese, con le Tre giornate di Parigi, il 27, 28, 29 luglio, quando fu rovesciato l’assolutista Carlo X, ultimo sovrano della dinastia dei Borbone di Francia, sostituito da Luigi Filippo I, proclamato “re dei Francesi” e non più “re di Francia”.

Ma nella vicenda di Torre del Lago ci fanno rabbrividire i toni maccartisti adottati da Sgarbi – il sottosegretario alla Cultura che ha appena avuto dei problemi per il suo sproloquio volgare e sessista al Maxxi di Roma – che si attribuisce la paternità dell’idea di contestare una “Bohème comunista”, e Alberto Veronesi, alla caccia disperata di una patente di anticomunista doc.

Il direttore d’orchestra Alberto Veronesi, figlio dell’oncologo Umberto (non sempre i figli sono all’altezza dei padri), è alla ricerca del posto migliore dove sedersi: nel 2016 e nel 2021 alle Comunali di Milano era nelle liste di centrosinistra a sostegno del sindaco Sala. Poi nelle fila del Pd alle Regionali della Toscana del 2020. In seguito con una lista civica di centro nel 2022 come candidato sindaco a Lucca. Infine a febbraio il passaggio sul carro degli attuali vincitori: candidato con Fratelli d’Italia alle Regionali della Lombardia. Si può riconoscere a Veronesi di avere un vero intuito da artista, nel comprendere che tutti i partiti della seconda Repubblica hanno la componente anticomunista come elemento che li unifica.

Con queste squallide operazioni di censura condotte a livello locale la borghesia cerca di arrestare, senza riuscirci, il suo declino e pensa che con azioni repressive di barbarie politica possa impedire il diffondersi di una cultura alternativa, democratica, quindi socialista e comunista. Ma la maggioranza del mondo, come dimostra l’Africa, la Cina, l’America Latina, l’Asia, non accetta censure ma chiede partecipazione. Come nel 1968.

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